I Segreti di Pulcinella

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Lo stress colpisce circa il 55% dei lavoratori italiani e pertanto vale la pena chiedersi: quali sono le soluzioni per ridurre o gestire lo stress lavoro-correlato?

Nel web potete già trovare una grande quantità di articoli che analizzano le principali cause dello stress sul posto di lavoro (quantità di lavoro eccessiva per un tempo insufficiente, compenso insufficiente per le mansioni svolte, impossibilità di esprimere le proprie capacità, mancanza di un clima collaborativo con i propri colleghi, e chi più ne ha più ne metta), altri vi possono indicare alcuni rimedi, quali sviluppare interessi extra-lavorativi, praticare esercizio fisico, mantenere un’alimentazione regolare, assicurarsi un riposo adeguato, ecc.

Sicuramente tutte argomentazioni valide e da tenere in considerazione, ma in concreto, quando siamo già consapevoli di cosa ci stressa, quando si verifica una situazione che ci provoca ansia, pressione, senso di inadeguatezza perché non ci sentiamo in grado di corrispondere alle richieste lavorative, cosa possiamo fare?

Si chiama “coping” l’insieme delle strategie messe in atto per fronteggiare una certa situazione stressante, tra le quali possiamo individuarne tre di norma attuate dall’individuo:

  1. coping centrato sul problema: quando si affronta la circostanza stressante in maniera diretta, cercando soluzioni per modificare la situazione (ad esempio, si tenta di mutarne le condizioni responsabili);
  2. coping centrato sulle emozioni: quando si affronta la situazione stressante mantenendo il controllo delle proprie emozioni o al contrario abbandonandosi ad esse (ed esempio, una reazione di rabbia);
  3. coping centrato sull’evitamento: quando si decide di ignorare la situazione stressante e ci si impegna in altre attività per distogliere l’attenzione da essa, oppure attraverso la ricerca del supporto sociale.

Ognuno di noi utilizza principalmente una tra queste strategie di coping, ma in realtà non esiste lo stile di coping migliore degli altri da attuare in assoluto. In altre parole, alcune strategie che risulteranno efficaci in determinate circostanze, potrebbero non esserlo in altre: ad esempio, evitare e rinviare il problema al giorno dopo potrà risultare vincente in un contesto in cui le decisioni non sono definitive ma mutevoli e in cui l’indomani ci viene ritirato quel lavoro che reputiamo fonte di stress, mentre può non risultare la scelta migliore davanti ad un capo che costantemente ci subissa di cose da fare, delle quali ci chiede conto a stretto giro, e per cui è più adatto un atteggiamento di “sfogo” o di chiarimento sui propri carichi di lavoro, che può portare il datore a riflettere sull’adeguatezza delle sue richieste.

In conclusione è proprio la diversificazione delle strategie di coping, piuttosto che persistere nell’uso della stessa quando si riveli inadeguata, che ci può consentire di combattere lo stress in maniera efficace.